Sardegna Clima Onlus

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Didattica meteo

Il Cappuccio su Tavolara

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Il cappuccio su Tavolara è una nube caratteristica che si forma su questa piccola isola quando soffia lo Scirocco. La particolare morfologia del rilievo, a picco sul mare ed esattamente perpendicolare alle correnti sciroccali, favorisce lo sviluppo di una nube lo avvolge totalmente, a partire da quote che dipendono dal tasso di umidità dell'aria.

 

La massa d'aria, scorrendo sul mare caldo, si carica di umidità; il rilievo si oppone al normale flusso costringendo l'aria ad una risalita forzata (1). Durante la risalita l'aria si espande quindi si raffredda, e il vapore acqueo contenuto in essa condensa in minuscole goccioline: si forma la nube. La stabilità dell'aria impedisce il suo ulteriore sviluppo verticale, costringendo il flusso a discendere fino alla superficie dell'acqua (2).

 

Quando l'intensità del vento supera una certa soglia (50-60 km/h), il rilievo produce una turbolenza tale da imporre i suoi effetti fino a qualche km di distanza: si genera la cosidetta onda orografica, un vero e proprio moto oscillatorio stazionario che è tradito dalla presenza di cumuli (cumuli da rotore, 3) originati per una seconda risalita dell'aria "di rimbalzo" dalla superficie dell'acqua, che condensa in una nuova nube.

 

L'immagine satellitare delle 13, sovrapposta alla carta del vento WRF Sardegna Clima, mette in evidenza l'esatta perpendicolarità di Tavolara alle correnti di Scirocco: è ben visibile la nube di colore azzurro (1); sottovento all'isola si notano le onde orografiche con i cumuli da rotore associati (2).

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Chiudiamo con un suggestivo scatto da Porto Taverna:

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Nubi lenticolari: un video da Seui

Gli altocumuli lenticolari sono una tipologia di nube molto affascinante.

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Non era una tromba d'aria

Il sistema temporalesco che ha interessato la parte centro-meridionale della Sardegna nel pomeriggio di venerdì ha già fatto tanto parlare di sè. Il nostro aggiornamento vuole solo chiarire, quasi per purismo, che i forti venti che hanno accompagnato l'evento non erano dovuti ad una tromba d'aria o a una successione di esse.

 

Intense raffiche di vento durante un temporale sono prodotte dall'aria trascinata verso il basso dalle precipitazioni. Quest'aria, impattando improvvisamente con il suolo, è costretta a spostarsi orizzontalmente in direzioni opposte e non vorticose, caratteristica che invece presentano le trombe d'aria.

E' un pò come quando passa un'auto trascinando con sè l'aria, e questa riesce a spostare piccoli oggetti sull'asfalto o le fronde della vegetazione a bordo strada. La velocità dell'aria sarà direttamente proporzionale alla massa e alla velocità dell'auto. 

In un acquazzone, il mezzo (la massa d'acqua) cade verso il suolo trascinando una grande massa d'aria; maggiore è la massa, maggiore sarà la velocità di impatto e quindi la violenza del vento. Tornando all'esempio precedente, è come se al posto dell'auto passasse un grosso camion ad alta velocità: gli effetti saranno notevolmente amplificati. E' questa la causa delle forti raffiche che accompagnano i temporali sulla nostra isola, che in termini tecnici sono definite raffiche di downburst.

 

Queste raffiche possono comunque essere molto intense: sono paragonabili ai venti di un tornado di debole-media intensità, e possono provocare seri danni alla vegetazione e agli insediamenti umani.

 

 

 

Ma non è stato solo il vento ad arrecare danni: la grandine infatti ha raggiunto dimensioni notevoli come raramente accade in Sardegna. Grandine di questa portata è figlia di fortissime correnti ascensionali all'interno del temporale, che tengono sospese le idrometeore finché queste non vincono la forza delle correnti e precipitano. La dimensione della grandine è direttamente proporzionale all'altezza della colonna d'aria instabile e alla velocità e quindi alla forza delle correnti ascensionali.

 

Inseriamo qui alcune foto condivise dagli amici del gruppo facebook Sardegna Clima Onlus.

 

Mandas

 

 

 

Orroli

 

SS 198 per Nurri

 

Un vigneto completamente devastato alle porte della vendemmia - Nurri

 

 

 

Stabilimento balneare a Piscinas

 

Morimenta - Mogoro (OR)

 

Sardegna Clima Onlus esprime solidarietà a chi ha subito dei danni diretti o indiretti.

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Termporali lungo le coste Ogliastrine, ecco le cause

Vogliamo condividere 2 mappe che ritraggono il campo dei venti a 800 metri (prima immagine) e al suolo. I puntini bianchi sono riferiti a settori di territorio situati sopra la quota di 800 metri, quindi ostacoli che l'aria deve aggirare o scavalcare.

 

 

Notiamo che sopravvento al massiccio del Gennargentu non sono presenti valori alti di umidità relativa, questo perchè l'aria nei bassi strati, preferisce aggirare l'ostacolo, piuttosto che scavalcarlo in altezza, questo a causa degli alti valori di CIN (convective inhibition), che sfavorisce i moti verticali.

Sottovento al massiccio del Gennargentu si crea un area di turbolenza con moti vorticosi e vettori disposti in maniera disordinata. Non è un caso che i temporali di oggi si siano originati proprio nella linea di contatto con l'aria da maestrale, che aggira il Gennargentu e l'aria "stagnante" presente nel "cono d'ombra" prodotto dal massiccio stesso. Lo scontro tra masse d'aria che arrivano da direzioni diverse, porta queste a salire verso l'alto riuscendo in alcune aree a vincere il CIN, portando allo sviluppo di una cella temporalesca.

La alta risoluzione del modello 3 km permette appena di apprezzare questo fenomeno, che sarebbe sicuramente molto meglio apprezzabile con una analisi a risoluzione maggiore, come ad esempio 1.3 km (cosa che già facciamo per il Sud Sardegna e Golfo di Oristano).

Questo tipo di fenomenologia, che spesso non riesce a toccare la terraferma, la osserviamo spesso nella stagione autunnale in Ogliastra. Siamo inoltre sicuri, che nei prossimi mesi si potranno osservare dal modello delle mappe che ritraggono un analogo comportamento delle masse d'aria nei bassi strati.

 

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