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Le piogge di Aprile salvano l'annata agraria

aprile

Dopo un mese di marzo siccitoso e dai connotati tardo-primaverili, il mese di aprile ha visto protagonista il flusso umido atlantico, che regala precipitazioni sopra la media in buona parte dell'isola concedendo un'importante boccata di ossigeno per tutte le colture.

Le prime avvisaglie di cambiamento sono arrivate durante la prima decade, quando ad essere colpiti sono stati principalmente i settori occidentali; è stata poi la volta dell'intensa depressione mediterranea (Lucia, definita Lucy per errore da alcuni siti meteo nazionali), che ha interessato buona parte dell'isola con accumuli anche superiori ai 100 mm/24h in Ogliastra e diffusamente superiori ai 30 mm.

Analizzando la mappa riassuntiva è possibile fare delle importanti osservazioni. I settori occidentali hanno registrato gli accumuli più importanti durante la prima decade (peggioramento da ovest); il transito di Lucia invece ha favorito i settori orientali, più vicini alla parte attiva della depressione. La zona a nord di Sassari è stata la più penalizzata in quanto fuori traiettoria rispetto al flusso atlantico della prima decade e sottovento rispetto ai venti di levante presenti nella zona durante il passaggio di Lucia.
L'isoieta deglli 80 mm comprende 2/3 dell'isola. Sopra tale soglia troviamo Marghine, Ogliastra e parte dei paesi del Gennargentu.
A Stintino si superano di poco i 15 mm, mentre nel Campidano di Cagliari le precipitazioni sono risultate comprese tra 70 e 80 mm (poco meno sul capoluogo).

Mappa delle precipitazioni - Aprile 2012


La carta del rapporto cumulato/media ci indica che solo il sassarese ha ricevuto apporti meteorici sotto la media. Il dato del Campidano di Cagliari indica un +60% rispetto alla media, con dei picchi di +80%. In Ogliastra troviamo zone che registrano oltre il doppio delle precipitazioni medie.

Mappa del rapporto cumulato/media per Aprile 2012


Le più alte anomalie in termini di mm si registrano giustamente in Ogliastra:


Considerazioni agrometeorologiche.

Come abbiamo anticipato, le piogge di aprile hanno salvato un'annata agraria decisamente in crisi a causa del freddo anomalo in febbraio e per il marzo caratterizzato da un'estrema la penuria di precipitazioni.

Cerealicole e foraggere: si tratta del periodo di massima esigenza idrica per le piante. Le fasi fenologiche, in largo anticipo, sono state rallentate dalle temperature sottomedia in questo aprile; la spigatura, già avviata a fine marzo nelle zone più calde (Nurra, Campidani, Sarrabus) ha giovato degli apporti pluviometrici proseguendo la maturazione; scongiurate fortunatamente maturazioni precoci, che avrebbero compromesso la produzione finale. Nelle zone più fresche il ciclo vegetativo prosegue ora regolare, con buon accumulo di biomassa.

Vite: già dall'ultima decade di marzo si rilevavano aperture fogliari nelle zone più calde (Sulcis, Campidano), fase che si avvia al completamento nei vigneti più freschi (Mandrolisai, Gallura collinare). Problemi di crittogame durante le precipitazioni di maggio potrebbero essersi registrate nelle zone più calde che hanno ricevuto piogge abbondanti.

Ortive: dalla prima decade del mese si procede all'impianto dell'orto estivo, con colture irrigue e, laddove le condizioni termiche e pedologiche lo consentano, in asciutto (meloni, angurie, pomodori, mais).

8 Maggio 2012 - Dario Secci

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