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Le precipitazioni in Sardegna: Febbraio 2012

altIl mese di Febbraio 2012 sarà difficile da dimenticare: i primi 15 giorni del mese sono da record per buona parte dell'Europa e possono essere fatti tranquillamente paragoni con i mitici inverni del 1956, del 1985, del 1929 e il più recente 1999. Da record per i valori termici raggiunti, per l'abbondanza delle nevicate, per la durata del periodo freddo in gran parte del Vecchio Continente.

In Sardegna, specie nella zona centro-settentrionale sono stati 15 giorni di inverno vero, con nevicate anche abbondanti fin sulla costa, con oltre 20 giorni di persistenza del manto nevoso oltre i 1000 metri e ben 10 giorni oltre i 600 metri. Per non parlare dei picchi di freddo assolutamente da record, come i -17°C registrati nell'Agro di Gavoi e i -16°C registrati nell'Agro di Fonni, nonchè tutte le minime sotto i -10° registrate a foresta Burgos in territorio di Illorai (-15,5°C il record che batte il precedente primato sardo di -14,5°C), sull'altipiano di Sadali (-14,3°C) e sulla stazione più alta dell'isola a 1460 metri di quota (Separadorgiu -11,0°C). Notevoli sono inoltre le giornate di ghiaccio (ossia giornate in cui la temperatura resta al di sotto dello zero nell'arco delle 24h) che si sono avute nei paesi montani a ridosso del Gennargentu e dove le stazioni di Fonni e Ollolai hanno rilevato ben 7 giornate con temperatura massima sotto lo zero. Giornate di ghiaccio si sono registrate anche nell'Altopiano di Buddusò e nell'Agro di Macomer, nonchè in tutte le zone non monitorate oltre i 900-1000 metri di quota.

Per quanto riguarda le precipitazioni, iniziamo col dire che i  dati vanno presi "con le pinze", specie nelle località dove queste sono state prevalentemente nevose. Le stazioni amatoriali di montagna hanno sempre registrato accumuli di neve sciolta, ossia la poca che restava sulla strumentazione elettromeccanica. Abbiamo solo un dato misurato accuratamente, quello di Desulo (127 mm) e lo abbiamo considerato abbastanza rappresentativo di tutta la Barbagia. Per quanto riguarda le stazioni ARPAS, riteniamo affidabili i dati in quanto la strumentazione più professionale riesce a catturare meglio la neve e quindi a misurare buona parte del precipitato.

Non è stato certo un mese ricco di precipitazioni: su scala regionale si registra un -20% rispetto alla media e solo in alcune zone del sud si raggiunge la media del periodo. I giorni con precipitazioni abbondanti sono stati i primi, quando un'impulso freddo proveniente dalla Francia ha portato piogge importanti sul settore centrale e nord-occidentale, con nevicate abbondanti (40-50 cm) sopra i 900 metri in Barbagia e oltre i 700 nel nord Sardegna. Successivamente, tra il 4 e il 6 febbraio nevicate importanti hanno interessato il nord dell'isola, con oltre 15 cm di neve a Sassari, Osilo, Ittiri, Ossi e accumuli nevosi fin sulla costa.

L'8 febbraio è stata la volta del Sarrabus, con neve dai 400 metri di quota che ha imbiancato i Monti dei Sette Fratelli, Monte Serpeddì e Burcei.

Tra il 10 e il 13 febbraio le nevicate interessanto nuovamente il Sassarese, Alghero e La Nurra, e le coste della Gallura con la città di Olbia magicamente vestita di bianco. Nevicate hanno poi interessato tutto il Logudoro, Altipiani di Bitti, Nule, Buddusò, Marghine, Goceano, Montiferru, Guilcer e Barigadu, Nuorese e Ogliastra. La neve fa la sua comparsa in maniera meno copiosa a quote pianeggianti nel sud  dell'isola: fiocchi e leggeri accumuli a Carbonia, Oristano, Cagliari, Iglesias e qualche cm a Sanluri, Villacidro e tutte le zone oltre i 150 metri in Trexenta e Marmilla. Abbondanti le nevicate sui monti dell'Iglesiente con oltre mezzo metro di neve sul M. Linas.

Sul finire del mese, altre nevicate hanno interessato il massiccio del Gennargentu oltre i 1300-1400 metri di quota: sulle nostre montagne a febbraio non è caduta una goccia di pioggia, soltanto precipitazioni nevose (stimate in circa 150 centimetri). Situazione simile nei paesi di montagna e sulle colline del nord Sardegna, dove buona parte delle precipitazioni sono state a carattere nevoso.

Possiamo dunque affermare che per tutta la durata del peggioramento nevoso c'è stato un importante gradiente nord-sud, con nevicate abbondanti fin sulla costa al nord e solo oltre i 900 metri al sud, ed è per questo che il giudizio sull'andamento termico e precipitativo del mese di febbraio varia a seconda della località. Un'analisi dettagliata sugli aspetti climatici del mese di febbraio verrà pubblicata prossimamente.

Veniamo ora alle mappe, iniziando con quella dei cumulato. Il Sulcis-Iglesiente e il Sarrabus, insieme alla Barbagia e all'estremo nord-est sono le zone che hanno ricevuto maggiori apporto precipitativi. Correnti con componente occidentale hanno portato accumuli importanti sul sud-ovest durante i primi giorni del mese e tra la prima e la seconda decade; correnti orientali hanno invece favorito importanti accumuli sulle zone orientali durante l'episodio perturbato del 22.

 

Per quanto riguarda il rapporto cumulato/media, si nota un generale sottomedia con zone sopra la media solo sul sud dell'isola (Sulcis-Iglesiente, Campidano di Cagliari, Piana del Cixerri e Sarrabus) e sulla zona di Olbia; importante sottomedia anche sul Marghine, probabilmente in parte dovuto ad una sottostima strumentale:

 

La mappa dell' anomalia espressa in mm mette in evidenza il fatto che oltre 5/6 del territorio isolano sono sotto la media climatica:

 

Considerazioni Agrometeorologiche

La permanenza di temperature rigide ben al di sotto dell zero ha creato gravi problemi al settore orticolo. Intere coltivazioni di carciofo hanno subito danni ingenti con perdita totale del raccolto sia in Campidano, sia nelle coltivazioni del Sassarese.

Non è andata meglio al settore della frutta, danni importanti agli agrumeti, specie alle piante di limone che più di tutte soffrono le gelate. Le coltivazioni arboree a foglia caduca hanno beneficiato delle temperature rigide in quanto hanno avuto "freddo disponibile" per il mantenimento della gemma dormiente, evitando in questo modo schiusure anticipate; in alcune zone l'anomalia termica positiva dei mesi precedenti aveva provocato schiusure anticipate, quindi non si esclude la possibilità che si siano registrati danni in alcune coltivazioni di rosacee.

Per quanto riguarda le colture olivicole, si sono completati i processi di potatura, mentre continuano le potature sulla vite, in riposo vegetativo.

Pochi sono i danni rilevati sulle cerealicole e foraggere, in quanto si trovano in riposo vegetativo. Non si sono registrate condizioni di surplus idrico, mentre le temperature rigide e la presenza del manto nevoso hanno rallentato notevolmente la crescita in biomassa disponibile: condizioni di scarsa disponibilità trofica si registrano sopratutto sul pascolo brado.

Il settore zootecnico ha subito un leggero calo di produzione di latte derivante dall'esposizione a temperature rigide: difficoltà soprattutto nelle zone dove il manto nevoso persisteva da più giorni, con i pascoli interamente ammantati dalla neve e con la necessità di nutrire il bestiame con mangimi o scorte di foraggio, in un contesto già critico a  causa della siccità autunnale.


2 marzo 2012 - Dario Secci

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