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Anno 2011: tra siccità e alluvioni

altIl 2011 sarà ricordato per una costante: alta pressione invadente e incessante. che ci ha fatto vivere dalla primavera fino all'autunno inoltrato uno dei periodi più secchi degli ultimi 10 anni. Se i primissimi mesi dell'anno hanno visto protagonista l'atlantico, il cui flusso persisteva dalla fine del 2010, dal mese di marzo un importante blocco anticiclonico a fasi alterne ha fatto da barriera a tale flusso ed è qui che è cominciata la penuria di precipitazioni. Salvo qualche temporale estivo e tardo estivo, la precoce siccità si è protratta per tutta l'estate (normale per le nostre latitidini) fino ai primi giorni di novembre, quando protagoniste sono state le piogge torrenziali specie nei settori orientali e alle pendici del Monte Linas (Guspini, Villacidro) , dove si sono registrati anche dei danni.

I pluviometri che abbiamo utilizzato per stimare i totali annuali in tutta l'isola sono 70; di questi, ben 35 sono amatoriali. Per quanto riguarda i pluviometri ARPAS, va detto che durante l'anno abbiamo notato delle anomalie, dei dati mancanti, presunte sottostime e sovrastime; in tutto questo,  per l'elaborazione delle mappe si è deciso comunque di includere quasi tutti i pluviometri poiché sono stati pochi quelli operativi al 100%. I pluviometri più "sospetti" sono quelli di Atzara, Aglientu, Macomer, Bitti, Ottana. Realizzare una mappa che rappresenti fedelmente quanto accaduto sul territorio necessita di una rete di rilevamento ben più fitta; quello che abbiamo realizzato è una stima quanto più possibile vicina ai valori reali. A differenza di quanto avviene in quasi tutte le regioni d'Italia infatti, nella nostra isola manca un sito web pubblico per l'accesso ai dati rilevati dal DIstretto Idrografico (280 stazioni meteorologiche di cui 90 automatiche); l'accesso ai dati è possibile solo su richiesta e sotto un corrispettivo di 18€ per ciascun dato richiesto.

Fatte tutte le premesse, possiamo partire dall'analisi della mappa. È subito evidente una grande macchia violetta sul centro-est dell'isola: si tratta dell'Ogliastra. I 1000 mm si superano infatti nella zona ad est del Gennargentu,  fino a Lanusei, passando per Villanova Strisaili. In quest'ultima località solo a novembre si sono registrati 420 mm, si tratta del cumulato mensile più elevato nell'isola in questo 2011. Buona indicatrice del tipo di circolazione atmosferica è la situazione che spesso si verifica sulle zone attorno al massiccio del Gennargentu: questo è barriera naturale alle correnti umide e piovose e può determinare importanti differenze di accumulo tra i suoi versanti occidentali e quelli orientali. Maggiori accumuli ad est del massiccio significano correnti sciroccali più frequenti e più incisive durante l'anno e ombra pluviometrica in Barbagia; viceversa, quando a registrare le grandi piogge è la Barbagia, è evidente che ad essere più presenti sono state le correnti occidentali. Questo appena passato, a differenza del 2010, è stato dunque l'anno delle correnti orientali, meno generose di quelle occidentali in termini di aree coinvolte, e senza dubbio più violente. 

Altra zona che ha ricevuto importanti accumuli (oltre 900 mm) è l'Olbiese, a dimostrazione del fatto che le correnti orientali hanno prevalso su quelle occidentali. Al sud, si superano i 900 mm soltanto a Villacidro, e anche qui oltre 350 mm sono stati registrati nel mese di novembre, ancora una volta con correnti sciroccali.

L'isoieta dei 700 mm racchiude in linea di massima tutto l'est isolano e parte del Logudoro (Ittiri, Ossi, periferia di Sassari); sono poi evidenti sulla mappa le zone statisticamente meno piovose dell'isola: Campidano, Anglona, piana di Chilivani e piana di Ottana. La zona meno piovosa in assoluto è stata quella a est di Cagliari (Flumini, Quartu, Sinnai, Settimo San Pietro) dove non si raggiungono i 400 mm, valore comunque che poco si discosta dalla media per queste località.

Ecco una sintesi delle 15 stazioni più piovose e delle 15 meno piovose della Sardegna:

E questa è la mappa delle precipitazioni per l'anno 2010 in Sardegna

 

L'analisi dell'anomalia in termini di rapporto cumulato/media ci permette di notare come solo nel settore orientale si sia raggiunta la media annuale e solo nella zona di Olbia si supera la media, fino al 30%, così come alle pendici del Monte Linas. Ben 2/3 della Sardegna hanno registrato precipitazioni al di sotto della media, in alcuni casi fino al 40% in meno in Barbagia, nel Marghine e nella Gallura settentrionale. Barigadu, Guilcer, e Medio Campidano, così come le colline del settore nord-occidentale sardo completano la lista delle aree con un anomalia negativa tra il 20 e il 30%.

Le 30 località con i dati più rilevanti del rapporto cumulato/media:

 

La mappa del rapporto cumulato/media per l'anno 2011:

 

La mappa delle anomalie espresse in mm è ancora più eloquente. In verde abbiamo segnalato le zone che hanno raggiunto la media, e via via dino al violetto quelle che l'hanno superata. Ma sono i colori "caldi" a dominare sulla mappa: nel complesso possiamo parlare di precipitazioni sotto la media, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno.

Mappa delle anomalie pluviometriche espresse in mm:

 

L'anno 2011 verrà sicuramente ricordato per quella che è una delle situazioni più sfavorevoli nelle regioni a clima mediterraneo, ossìa una siccità che parte in anticipo e si protrae oltre il previsto. Si tratta di una situazione estrema e poco frequente, in grado di mettere in ginocchio le attività produttive, specie in zone non raggiunte dai sistemi irrigui. Per fare un confronto con i cumulati annuali del 2010, vi invitiamo a cliccare su questo link: Precipitazioni anno 2010

27 gennaio 2012 - Dario Secci

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