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Le precipitazioni in Sardegna: Settembre 2011

L'estate 2011 è dura a morire: già ad aprile si respirava profumo d'estate, un piccolo break (solo termico peraltro) a luglio, e poi quasi 2 mesi di condizioni meteo estive, intervallate solo da qualche episodio piovoso. In quasi tutte le zone è emergenza idrica, non certo per quanto riguarda le riserve accumulate nei bacini che giovano delle benefiche piogge dell'ultimo biennio, quanto per le colture orticole, foraggere, olivicole, e ovviamente i nostri boschi.
Se infatti alcune zone hanno ricevuto buone dosi di precipitazioni, altre purtroppo devono fare i conti con piogge davvero scarse, dove l'ultimo accumulo superiore a 20 mm risale addirittura al mese di marzo 2011. L'assenza prolungata di un normale flusso atlantico espone in primis le zone occidentali a situazioni di siccità prolungate. L'anomalia di alte pressioni sulla zona occidentale europea, che va avanti da febbraio, è un vero e proprio sbarramento ai fronti atlantici forieri di precipitazioni abbondanti e ben distribuite: ne conseguono anomalie pluviometriche negative a livello continentale. Solo episodi temporaleschi di tipo convettivo sono in grado, con queste configurazioni, di apportare delle piogge. Si tratta però di piogge molto intense e localizzate, che spesso arrecano danni senza apportare il giusto beneficio.
La mappa dell'anomalia pluviometrica di settembre (espressa in %) su scala continentale è eloquente: il flusso atlantico latita e sono poche le zone che raggiungono la media. In Italia si raggiunge diffusamente la media solo nell'estremo sud (Calabria e Sicilia), ricorderete la goccia fredda in isolamento nel Mediterraneo, che tra la seconda e la terza decade del mese ha favorito lo sviluppo di temporali anche in Sardegna.
Anomalia Precipitazioni Europa (%)
Passiamo ora alle ripercussioni sulla nostra isola. Dopo gli episodi di instabilità diffusa durante i primi giorni del mese, almeno una decina di giorni tra seconda e terza decade sono stati influenzati dalla goccia fredda di cui parlavamo sopra. In termini precipitativi, considerate le correnti in quota dai quadranti nord-orientali, sono state favoriti Mandrolisai, Marmilla, Sarcidano, Trexenta e Gerrei, Sulcis e Campidano, che hanno ricevuto apporti pluviometrici sopra la media. Le precipitazioni sono state di tipo convettivo, quindi con rovesci moderati o intensi e breve durata.
Per il Sulcis, il pluviometro che ha registrato le maggiori precipitazioni è stato quello amatoriale di Carbonia: 89,4mm. Per il Gerrei il pluviometro ARPAS di Siurgus Donigala ha registrato 85,6 mm. Nel Mandrolisai, Tonara registra un valore di 95,5 mm, il più elevato nell'isola. Le zone più penalizzate sono state il Campidano di Oristano, la Nurra, le Baronie e il sud-est dell'isola, dove alcuni pluviometri hanno registrato meno di 20 mm. Il carattere convettivo delle precipitazioni dà luogo a forti differenze di accumulo nel raggio di pochi chilometri, che si traduce in una difficoltà nel rappresentare fedelmente gli accumuli in una mappa. Ecco quanto siamo riusciti a riassumere:
Vediamo ora la situazione dei totali accumulati dall'inizio dell'anno. Come dicevamo, se le zone occidentali sono state le più penalizzate, così non è stato almeno in termini di accumulo totale per le zone orientali, che anzi si esaltano con configurazioni meno frequenti. Ed ecco che infatti in Ogliastra e Gallura si registrano totali annuali parziali che risultano quasi il triplo di quelli dell'oristanese ad esempio. Spesso però si tratta di un fuoco di paglia: si sa bene che nell'est Sardegna le piogge sono violente e abbondanti, e spesso il terreno non ha il tempo di assorbirle. Ecco una schematizzazione approssimativa della situazione da gennaio a settembre 2011:

- Note Agrometeorologiche -
Le piogge di settembre, primo mese dell'annata agraria, sono tanto attese da chi alleva bovini e ovini allo stato estensivo, dagli orticoltori e dagli olivicoltori, meno dai viticoltori. La disomogeneità delle precipitazioni ha quindi determinato diverse situazioni nel settore agricolo.
Le colture foraggere, dopo le diffuse piogge dell'inizio del mese, hanno visto germogliare le specie più precoci; purtroppo questa situazione è anche la più temuta quando non vi è un continuo apporto pluviometrico, poichè porta al dissecamento delle giovani piantine. Solo in alcune zone del Sulcis-Iglesiente, della Trexenta e della Barbagia i pascoli cominciano a verdeggiare, comunque in un contesto di generale disomogeneità.
Le colture olivicole sono in leggera sofferenza specie nelle zone non irrigue: si tratta di un periodo cruciale per l'inolizione.
L'annata viticola è generalmente buona. L'assenza di precipitazioni nel periodo della tarda primavera-inizio estate ha scongiurato attacchi fungini e parassitari e ha determinato un vantaggio di circa 10 giorni nella maturazione delle uve. Situazione rischiosa si è presentata, nelle zone più piovose, a fine mese quando gli indici erano favorevoli all'attacco della peronospora della vite. In termini qualitativi le uve promettono bene, meno in termini quantitativi visti gli scarsi apporti pluviometrici e le temperature elevate.
Infine i boschi: situazione difficile in quasi tutte le zone. Durante l'estate si è assistito a necrosi fogliare da stress idrico nelle specie più esigenti, molto evidente nella roverella in centro Sardegna e nella quercia da sughero in Gallura, sopratutto in giovani esemplari radicati in suoli poco profondi.
Siamo in attesa di una vera svolta, in attesa che si apra la porta Atlantica e possa cominciare il vero autunno, svolta che pare non abbia alcuna intenzione di arrivare. Nel fine settimana sono attese precipitazioni accompagnate da un altro importante crollo termico. La posizione del minimo favorirà le zone orientali, con precipitazioni che potrebbero essere anche intense nella Gallura costiera e in Ogliastra, ma per questo lasciamo spazio agli aggiornamenti sul sito.
11 ottobre 2011 - Dario Secci

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