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Le piogge in Sardegna: Ottobre 2010

Mentre aspettiamo l'evento forse più importante di questo autunno meteorologico 2010, diamo uno sguardo in termini pluviometrici a quanto successo in Sardegna ad ottobre. Protagonisti assoluti sono stati il 10 e il 12 ottobre, giornate caratterizzate da celle temporalesche autorigeneranti che hanno provocato piogge intense specie nei settori orientali sardi e nel Campidano di Cagliari ai limiti con la piana del Cixerri, di cui abbiamo ampiamente discusso nei precedenti articoli. Le zone nord occidentali invece sono risultate quelle maggiormente interessate dalla perturbazione che ha interessato l'isola negli ultimi giorni del mese.


I dati provengono da 60 stazioni pluviometriche; purtroppo la distribuzione non risulta omogenea, quindi è possibile che in alcune località il dato sulla mappa risulti differente da quanto successo realmente; cogliamo l'occasione per invitare coloro che hanno la passione e la voglia di contribuire con l'installazione di una stazione meteo o di un pluviometro così da avere dati sempre più precisi, vista la scarsa attenzione che gli enti predisposti portano verso la climatologia.

A grandi linee, possiamo sicuramente affermare che la distribuzione delle piogge è tutt'altro che omogenea. Spiccano a primo impatto i valori raggiunti in Ogliastra: i 327,2 mm raggiunti a Villanova Strisaili rappresentano quasi 1/3 delle precipitazioni annuali per quella zona, mentre per il Campidano di Cagliari i 208 mm di Villasor si avvicinano addirittura quasi alla metà del quantitativo medio annuale per la zona. Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione sicuramente eccezionale ma non nuova: il Campidano di Cagliari, Ogliastra e Sarrabus sono soggetti da sempre a questo tipo di fenomeni.

Situazione opposta invece sui settori occidentali dell'isola, dal basso Sulcis alla Planargia, passando per Alta Marmilla, Barigadu, Mandrolisai Marghine fino a parte del Logudoro, le piogge non hanno raggiunto la media del periodo ed in alcuni casi, come a Domus de Maria, Atzara e Asuni non si arriva nemmeno alla metà del quantitativo medio mensile; il periodo sottomedia in queste zone, se si escludono le piogge eccezionali di giugno 2010, continua da aprile 2010. Ciò si verifica quando a prevalere sono le correnti umide di levante, in situazioni di basse pressioni che si approfondiscono al largo delle coste nordafricane, oppure quando i minimi di pressione transitano molto a nord, interessando maggiormente Corsica e nord Italia e marginalmente la Sardegna nord-occidentale.

Ora spazio alle mappe ed alle tabelle riassuntive:


Precipitazioni novembre 2010: mappa generale

Le dieci località più piovose e le dieci meno piovose:

Mappa dell'anomalia pluviometrica espressa come rapporto cumulato/media:

Le dieci località con il rapporto più alto e le dieci con quello più basso:

Mappa dell'anomalia pluviometrica espressa in millimetri

Le dieci località con l'anomalia più elevata e quelle con il deficit più elevato:

Una bella immagine satellitare durante la depressione che ha interessato l'isola alla fine del mese; 25 ottobre 2010, centro di bassa pressione ad ovest della Corsica:
Le piogge di ottobre, secondo mese dell'annata agraria, sono di fondamentale importanza per le colture foraggere: la semina va a buon fine se ad accompagnarla sono piogge costanti e temperature miti. Questa situazione è piuttosto "ideale" in Sardegna, terra in cui l'andamento climatico è caratterizzato da un'incostanza quasi assoluta e da una distribuzione spaziale mai omogenea (basti pensare che a Villasor sono caduti oltre 200 mm di pioggia mentre nella vicina Assemini solo di poco si sono superati i 50mm). Alcune zone della Sardegna dunque sono piuttosto in crisi sotto l'aspetto delle foraggere-cerealicole, crisi che dovrebbe definitivamente terminare con le prossime piogge previste per il 9-12 novembre che pare possa interessare proprio queste zone.

Le vendemmie tardive sono state sicuramente disturbate dalle intense piogge verificatesi in Ogliastra, Sarrabus e Baronie, sia per quanto rigurda i danni da impatto di grandine, sia per quanto riguarda lo sviluppo di infezioni fungine.

La campagna dell'olivo infine, se da un punto di vista ha tratto beneficio nelle zone con cumulato elevato per quanto riguarda i fenomeni di raggrinzimento al frutto, dall'altro ha favorito lo sviluppo di punture della mosca dell'olivo, che riesce a compiere il suo ciclo proprio in concomitanza di abbondante umidità e temperature sotto la media.

Dario Secci

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