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La Nevosita' della Sardegna

Prima di cominciare la lettura di questo capitolo, c’è da premettere che non sono mai stati sviluppati seri studi sulla nevosità in Sardegna, mancando inoltre serie di dati storiche, per stazioni sopra i 1000 metri, si sa poco sulla nevosità di alta montagna. C’è stato perciò bisogno di effettuare un commento basato prevalentemente su osservazioni. La prima mappa sulla nevosità italiana e dunque pure per la Sardegna fu realizzata negli anni '60 e riguarda il quarantennio 1921-1960. Tuttavia si tratta di uno studio molto approssimativo per ciò che concerne la nostra isola.

Mappa Nevosità 1921-1960

 

DA ZERO A 500 m s.l.m.

La neve in Sardegna non è una apparizione frequente sotto i 500 metri di quota, dove possono capitare intere serie di annate senza fenomeni nevosi con accumulo. Tuttavia occasionalmente, specialmente nelle località interne si può assistere a vere e proprie tormente di neve, della durata di poche ore, che lasciano al suolo qualche decina di cm di accumulo.
La durata del manto nevoso a queste altitudini è assai limitato, il suolo rimane comunque piuttosto caldo, la bassa quota e la relativa vicinanza di tutti punti dell’isola con il mare, non permettono alla neve di durare al suolo per più di 1 o 2 giorni, anche se occasionalmente in seguito a rari eventi intensi la neve è durata una settimana al suolo nelle località di collina più interne.
Lungo la costa e in particolare nel sud dell’isola, la neve è un fenomeno rarissimo e vista la scarsità di eventi, si possono anche facilmente elencare le annate in cui la neve cadde decisa fin sulla costa: 1956-1985-1993-1999.
 

Neve a Cagliari Gennaio 1985 

DAI 500 AI 1000 m s.l.m.

Questa è una zona relativamente più fresca in cui la neve fa la sua comparsa per almeno 1 volta l’anno, durante i periodi più freddi dell’inverno e all’inizio della primavera.
Mediamente attorno ai 1000 metri la quantità di neve media per inverno si aggira attorno ai 70-80 cm. I dati storici della stazione nivometrica di Fonni a 992 metri s.l.m. danno una media di neve fresca per stagione di 89 cm, distribuiti in questa maniera:

 

Accumuli medi mensili (in cm) relativi alla stazione nivometrica di Fonni (NU)
Novembre
1
Dicembre
22
Gennaio
23
Febbraio
27
Marzo
9
Aprile
7
TOT
89

 

La durata della neve, anche in queste località non è elevata. La Sardegna è sempre esposta pure in pieno inverno a correnti miti e terminato il passaggio della massa di aria fredda, lo zero termico risale rapidamente sopra i 1000 metri, pure in pieno inverno, permettendo massime sopra lo zero e spesso sopra i 5°C, pure il giorno dopo la nevicata.
In seguito a nevicate molto abbondanti, nel caso la neve riesca a rimanere intatta nonostante massime sopra gli zero gradi, la notte si assiste spesso a gelate, che permettono di compattare il manto, garantendo qualche giorno in più di permanenza.

In annate particolarmente nevose in località montane come Fonni, Desulo o Tonara si è assistito a varie settimane consecutive con neve al suolo. Nelle cime dei rilievi tra gli 800 e i 1000 metri, in seguito a ondate fredde di rilievo, si viene a formare lo scaccianeve, con la formazione di accumuli eolici di qualche metro, che perdurano per qualche settimana.

  

DAI 1000 ai 1500 metri

E’ già una quota montana, sono frequenti le nevicate e per almeno 1 volta a inverno si assiste a tormente di neve con temperature di qualche grado sotto lo zero. La esposizione ai venti dei versanti collocati a queste quote, permette la formazione frequente di scaccianeve e di galaverna. Il periodo in cui si possono osservare nevicate a queste quote vanno da fine ottobre ai primi di maggio. Dato il lungo periodo in cui sono possibili le nevicate, si riscontrano mediamente oltre i 5 giorni di neve con accumulo al suolo.

Date le temperature mediamente basse a tale quota, nella stagione invernale il manto può durare facilmente anche oltre 1 mese, anche se difficilmente questo si presenta uniforme a causa della elevata ventosità delle montagne sarde.

 

 Strada che collega Fonni a Bruncuspina quota 1300 metri dicembre 2007. (Foto di Andrea Murgia)

DAI 1500 ai 1800 metri

Con tale quota si fa riferimento solamente a una parte limitatissima del territorio sardo, infatti le principali cime che superano i 1800 metri sono Punta la Marmora (1834 m) e Bruncuspina (1829 m). E’ una zona molto esposta ai venti e con un clima estremo e repentine variazioni di temperatura. La neve cade prevalentemente sotto forma di tormente con forti venti e formazione di Galaverna, lo scaccianeve forma poi abbondanti nevai nelle zone di accumulo eolico che possono raggiungere, in annate particolarmente nevose, i 10 metri di profondità.

Durante i periodi miti e stabili l’aria in quota si presenta frequentemente secca e questo aiuta il mantenimento dei nevai per tutta la stagione invernale. Sono molto frequenti 3 mesi consecutivi di suolo coperto da neve, nei versanti nord orientali di Bruncuspina e Punta la Marmora, mentre in annate molto nevose gli ultimi nevai possono sparire solo alla metà di giugno (ultimo evento nel 2005). Dato che le prime nevicate con accumuli consistenti, possono avvenire già da metà novembre possono capitare 6-7 mesi consecutivi con suolo coperto di neve, nei versanti settentrionali del massiccio.

Le nevicate sono possibili in tutti i mesi dell’anno escluso il periodo da metà giugno a metà settembre in cui non si ha memoria di eventi nevosi, con accumulo in quota.

Galaverna in cima a Bruncuspina 1829 metri, durannte una tormenta di neve. (Foto di Andrea Murgia)
 

Tormenta di neve cima Bruncuspina 1829 metri il 2 giugno 2006. (Foto di Andrea Murgia) 

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