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Le Chiese più alte della Sardegna

Forse molti di noi si sono già posti questa domanda ma probabilmente pochi hanno avuto la risposta certa. Ebbene nei giorni scorsi armati di GPS geodetico abbiamo misurato il suolo delle quattro chiese più alte della Sardegna per quota. Nostra Signora de su Monte in agro di Fonni, la chiesa della Madonna della Neve a Tascusì-Desulo, la chiesetta della Madonna delle Nevi sul Limbara in territorio di Tempio e il santuario di Nostra Signora di Gonare tra Orani e Sarule.

 

Prima di fornirvi i dati altimetrici parliamo un po' dei singoli santuari partendo dal più antico e dunque quello con più storia:

 

 

Nostra Signora di Gonare - Sarule Orani

Il Santuario di Nostra Signora di Gonare sorge sull'omonimo monte che si eleva per 1100 metri circa sul livello del mare tra i territori di Orani e di Sarule, tra la piana di Ottana sul medio corso del fiume Tirso e la catena del Gennargentu, tra Nuoro e San Basilio di Ollolai. Tra le quattro è la più bassa ma pure quella più ricca di storia e sicuramente la più nota.

Le origini del culto di Nostra Signora di Gonare sono collocabili in una dimensione leggendaria, almeno per quanto concerne i termini nei quali sarebbe stata realizzata la costruzione del Santuario. Si racconta, appunto, che Gonario, giudice di Torres, si recò in pellegrinaggio in Terra Santa e che al ritorno in Sardegna, sorpreso da una tempesta, fece alla Vergine il voto di innalzarle un tempio nel lembo di terra che gli fosse apparso per primo, scampando al naufragio. Mentre approdava nell'isola avrebbe visto la cima del monte Gonare e qui avrebbe stabilito di adempiere al voto.

l primo elemento storico sull'esistenza del culto della Madonna di Gonare è rintracciabile nella monumentale Chorographia Sardiniae (secondo Cinquecento) del grande storiografo sardo Giovanni Francesco Fara, nella quale leggiamo il seguente passo: "C'è poi la regione della curatoria di Doris così chiamata dai Dori, popolo della Grecia che si crede si sia insediato lì, e che comprende la regione di Orani con valli ricche e belle, campi fertili e fiumi ricchi d'acqua e colline adatte a vigne e frutteti ed abbondanza di bestiame, dove sorgono i paesi di Ottana, Orotelli, Sarule, Oniferi e Orani "grande", posto alle falde dell'eccelso monte di Gonare, che si erge con tre cime dalle quali scorgono l'uno e l'altro mare, il Sardo e il Tirreno, quelli che frequentano il tempio della beata Maria in esso eretto".

Per quanto riguarda la chiesa di Gonare appare, per la prima volta in modo assolutamente privo di equivoci, un elemento riguardante la datazione dell'edificio quale esso si presenta complessivamente nella sua attuale struttura dalla relazione della visita pastorale compiuta nella primavera del 1608 da Mons. Nicolò Cannavera, vescovo di Alghero. Nella relazione si legge infatti che in data 2 Maggio 1608 il vescovo si recò alla chiesa di Gonare e constatò lo stato di avanzamento dei lavori di costruzione del Santuario. Oltre alle varie annotazioni si legge anche una minuziosa relazione del contenuto della chiesa, dall'altare alla statua della Madonna, tale da giustificare pienamente la data del 1619 riportata sulle due iscrizioni scolpite una nella cornice sovrastante la seconda cappella a sinistra di chi entra per la porta maggiore, e l'altra nell'intradosso del secondo arco. Era quello,  evidentemente,  l'anno di completamento dei lavori osservati da  Mons. Cannavera  nel 1608.

Il culto della Madonna di Gonare ha quindi radici antiche e profonde non solo nei paesi di Orani e Sarule ma in tutta la Sardegna centrale, dalle Barbagie al Goceano, dal Mandrolisai alle Baronie ed è testimoniato dalle numerose celebrazioni che durante l'anno vi si svolgono in ricordo degli avvenimenti che ne hanno segnato la storia. Per secoli il Santuario è stato un importante punto di riferimento del culto cristiano della Madonna ma anche un'istituzione economica non trascurabile. Infatti la sua amministrazione comprendeva anche la gestione di un ricco patrimonio di bestiame del quale vivevano molte famiglie di pastori del circondario. Di particolare interesse risultano, anche in tal senso, i libri di amministrazione conservati per diversi periodi storici.

Nel corso del Novecento, una data fondamentale nella storia del Santuario è senz'altro quella del 27 Maggio del 1912.  In tale data, infatti, S. E. Mons. Ernesto Maria Piovella, Vescovo di Alghero (Diocesi cui Gonare apparteneva fino al Dicembre 1938), alla presenza di una grande folla di pellegrini celebrò la consacrazione solenne del Santuario.  La seconda e  più recente data che ha segnato la storia della Madonna di Gonare è quella del 28 Maggio 1972 quando, alla presenza di tutti i Vescovi della Sardegna e di oltre 50.000 fedeli, si svolse l'incoronazione solenne della Madonna di Gonare.

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