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Le piogge in Sardegna: GENNAIO 2014

Iniziamo un nuovo anno di analisi, il quinto per l’esatezza: era infatti il 3 febbraio 2010 quando per la prima volta pubblicammo le carte delle precipitazioni nell’isola. I dati all’epoca provenivano principalmente dai pluviometri ARPAS, a cui si aggiungevano una ventina di pluviometri amatoriali. Col passare degli anni il numero di stazioni amatoriali è cresciuto notevolmente,  al punto che attualmente eguagliano il numero di stazioni ARPAS.

La novità assoluta in questi riepiloghi è la presenza dei dati pluviometrici delle stazioni del servizio idrografico, la cui raccolta è stata curata meticolosamente dall’appassionato Roberto Biddau, che ringraziamo anche in questo articolo. In sostanza, l’analisi è stata condotta con lo studio di ben 182 pluviometri; il prodotto così ottenuto rappresenta il massimo della risoluzione che possa essere raggiunta al momento in Sardegna con dati provenienti da centraline automatiche.

 

Analisi sinottica

Dopo un mese di dicembre all’insegna del bel tempo, sono state le perturbazioni atlantiche a condizionare buona parte del mese di gennaio: a più riprese i fronti perturbati si sono “tuffati” sul Mediterraneo occidentale dando origine a perturbazioni secondarie (cicloni mediterranei). Nell’immagine che abbiamo allegato è raffigurato l'impianto barico sul continente Europeo il giorno 24, con un minimo di pressione sul Tirreno i cui effetti si sono manifestati maggiormente sui settori occidentali dell'isola:

 

Distribuzione delle precipitazioni sul territorio

Sono state le correnti occidentali a caratterizzare tutto il mese di gennaio: in queste condizioni, come detto più volte nei nostri editoriali, le zone con esposizione diretta a questi venti ricevono i maggiori accumuli; per i settori orientali, in ombra pluviometrica, non restano che le “briciole” delle perturbazioni e, quando l’instabilità atmosferica è relegata alle quote medio-basse, spesso in queste zone non si registra alcuna pioggia.

Se da una parte lo scirocco riesce a mandare in tilt i pluviometri di Sarrabus e Ogliastra, d’altra parte libeccio e maestrale scaricano tanta della loro umidità sugli avamposti occidentali (Sulcis-Iglesiente, Oristanese, Gallura), salvo poi riprendere vigore dopo le pianure, in cui un nuovo sollevamento delle masse d’aria riesce a produrre ulteriori precipitazioni (Mandrolisai, Brabaxana, Gerrei, Logudoro).

 

Uno sguardo alla mappa sottostante ci permette di identificare: A) un netto gradiente ovest-est; B) tre macrozone (viola-giallino) in cui le precipitazioni sono state più abbondanti:

 

Montiferru - Planargia - Logudoro: Badde urbana ha registrato l’accumulo mensile più elevato dell’isola con 336,2 mm; Scano di Montiferro 219,2 mm; Villanova Monteleone 218,8 mm; Ittiri e Montresta 177,8; Milis 171,4 mm.

 

Iglesiente: il capoluogo Iglesias ha registrato 222,8 mm (217,8 mm i dati amatoriali); P.ta San Michele 207,6 mm; Gonnosfanadiga 208,4 mm;

 

Monte Arci - Brabaxana - Mandrolisai - Barbagia Belvì: Desulo 233,8 mm; Monte Arci 198,4 mm; Asuni 186,8 mm; Tonara 182,6 mm; Meana Sardo 179,3 mm; Villa Verde 176,6 mm.

 

Il picco minimo di precipitazioni si registra nelle Baronie e in Ogliastra (Orosei 25 mm, Baunei 29,8 mm); nella Gallura orientale (Olbia 36,7 mm), nel Campidano di Cagliari (il capoluogo si ferma a 55 mm) e nel Sarrabus (San Vito 49 mm e San Priamo 46 mm).

 

 

Confronto con le medie climatiche 

Se si esclude Valliciola (località a ridosso del Monte Limbara) le stazioni con la maggiore piovosità media per gennaio sono situate nel sud dell’isola: Is Cannoneris (155,2 mm), Montimannu (155 mm), Rosas (124 mm). Il significato va ricercato nella traiettoria delle perturbazioni, che in gennaio raggiunge mediamente il picco più meridionale dell’anno: i notevoli accumuli registrati nell’Iglesiente rispecchiano in parte quanto detto. Non esiste invece un gradiente est-ovest, a differenza invece di quanto registrato in questo gennaio 2014: di conseguenza le aree del settore orientale sono quelle che registrano un notevole deficit pluviometrico, mentre su quelle occidentali si registra un surplus talvolta elevato.

 

Si passa da valori dell’80% inferiori alla media (Baronie) a valori anche tre volte superiori alla media (Planargia). Altra zona con surplus notevole rispetto alla media stimata è quella compresa tra Brabaxana e Sarcidano (Asuni, Laconi, Nurallao, Meana Sardo), Piana del Cixerri, Sassarese.

 

 

Differenze tra pluviometri amatoriali e ufficiali 

A differenza dei pluviometri ARPAS, solitamente distanti dai centri abitati, i pluviometri dell’Ente idrografico si possono trovare all’interno dell’abitato o comunque nelle immediate vicinanze: in questo modo è possibile fare un confronto tra i dati misurati dal pluviometro automatico regionale con quelli delle centraline meteo amatoriali, che presuppongono un riscontro con pluviometro manuale. Abbiamo scelto alcune situazioni in cui i dati rilevati si discostano in maniera significativa, tali da non essere spiegati con la sola distanza tra i due punti di rilevamento, per cui diventa interessante comprenderne le cause.

Nel presente articolo si farà solo una citazione dei risultati, che saranno eventualmente discussi in un editoriale dedicato.

 

Partendo dal nord Sardegna, valori espressi in mm:

Osilo. 150,4 (amatoriale); 112,8 (idrografico)

Sadali. 175,8 (amatoriale); 161,4 (idrografico); 131,6 (Arpas)

Laconi 138,2 (amatoriale); 158,4 (idrografico)

Villasor 113,8 (amatoriale); 92,8 (idrografico)

 

Il caso Sanluri

Per quanto riguarda la centralina amatoriale di Sanluri, questa risulta ancora una volta una nota fuori dal coro, confermata anche con i dati idrografico di Sanluri Stato e Sardara: i 144,5 mm registrati dalla Davis risultano maggiori del 35-60% rispetto alle stazioni vicine. Un riassunto grafico permette di apprezzare meglio il risultato.

 

Concludiamo con un'istantanea della valle del Rio Araxisi, sotto la rupe del Castel Medusa tra Asuni e Samugheo:

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