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Le precipitazioni in Sardegna: Ottobre 2012

laconiDopo un mese di settembre eccezionalmente piovoso in Gallura, il mese di ottobre fa registrare il massimo di precipitazioni nel centro dell'isola; continua invece l'anomalia negativa sul settore meridionale, che vede iniziare l' annata agraria decisamente sotto media pluviometrica.

 

Il regime anticiclonico, che ha dominato durante la prima decade garantendo tempo stabile e mite, ha lasciato spazio a varie incursioni perturbate di origine atlantica e artica, che oltre alla pioggia hanno portato le prime nevicate sui rilievi e fiocchi segnalati fino ai 750 metri di quota. Sono mancate finora le configurazioni di tipo alluvionale a cui eravamo abibuati negli ultimi anni e sono mancate quindi le condizioni per le intense piogge di scirocco e levante sui settori orientali e sulla zona centro-meridionale dell'isola. La distribuzione  delle piogge è stata quindi sostanzialmente legata al flusso occidentale, che come risaputo, penalizza in termini pluviometrici sopratutto le zone orientali dell'isola e il cagliaritano e favorisce generalmente l'occidente sardo e le propaggini occidentali della Gallura.

Il 27 ottobre è stata una giornata particolarmente piovosa nel centro Sardegna e occidente sardo, tra gli accumuli più significativi ricordiamo:

Ghilarza 93 mm
Desulo 79,5 mm
Tonara 60,7 mm
Asuni 57 mm
Oristano 56 mm
Atzara 51,4 mm
Carbonia 50 mm


Barbagia
Tra le stazioni amatoriali è Desulo quella che registra il maggior apporto pluviometrico mensile con 240 mm di pioggia (che è anche il massimo assoluto tra tutte le stazioni); sempre in Barbagia di Belvì, Tonara conferma le abbondanti precipitazioni registrate in questa zona della Sardegna (191 mm), a cui si aggiungono i 182 mm dii Aritzo ARPAS. Nel Mandrolisai, Atzara ha registrato 141,8 mm di pioggia, mentre per la Barbagia di Seulo a Sadali sono stati registrati 110,8 mm. In Barbagia di Ollolai solo Fonni supera i 100 mm; la stazione ARPAS di Nuoro ha registrato 86,6 mm.

Gallura e Baronie
Gli accumuli più importanti sono stati registrati a Luras (171,4 mm) e Tempio (157 mm), mentre più a sud, ai confini col nuorese, tra Nule e Osidda sono caduti 127 mm di pioggia. La zona orientale, specie quella ai confini con le Baronie, è risultata più secca: i modesti accumuli di Siniscola (23 mm)  e Orosei ARPAS (22,6 mm) mettono in luce l'effetto "ombra pluviometrica" indotto sopratutto dal massiccio del Monte Albo.

Sassarese e Logudoro
Anche in questa regione le precipitazioni sono risultate abbondanti, specie sulle colline esposte a oddicente. Il valore più elevato è quello di Giave ARPAS (179,2 mm); più a ovest, si sono registrati 140,6 mm a Ittiri e 134,6 mm Putifigari. Per quanto riguarda Sassari, le tre stazioni registrano 123 mm, 89,4 mm e 80 mm procedendo dalla zona collinare di Serra Secca fino al pianoro della zona industriale di Predda Niedda. Sotto gli 80 mm invece buona parte della Nurra, valore che comunque rappresenta un accumulo prossimo alla media.

Oristanese
Tra le stazioni ARPAS, la stazione che registra il maggior accumulo è Ghilarza (200,4 mm), per buona parte dovuto ai fenomeni del 27 ottobre. Buone piogge anche nel capoluogo Oristano (102,4 mm), a Milis ARPAS  (165,4 mm) e a Scano di Montiferro (179,4 mm); più all'interno, Asuni e Laconi registrano rispettivamente 126 e 118 mm.


Ogliastra
Nonostante le condizioni sfavorevoli, Lanusei ha registrato 132,4 mm e Barisardo 130 mm (di cui 60 durante un evento temporalesco). Nel capoluogo è rimarchevole il fatto che si siano verificate piogge orografiche a cavallo tra seconda e terza decade, un fenomeno tipico se non esclusivo delle località ogliastrine quando soffiano i venti umidi di scirocco e levante.

Sulcis e Iglesiente
Si tratta della zona più penalizzata da inizio autunno, con una decisa anomalia pluviometrica negativa. Soltanto le zone intorno al massiccio del Linas esposte a occidente hanno registrato accumuli importanti (Gonnosfanadiga 118,2 mm e Guspini 101,9 mm), mentre a sud gli accumuli sono stati relativamente scarsi, specie ad Iglesias (43,2 mm).

Medio Campidano e Trexenta
Accumuli modesti anche in queste zone della Sardegna: Sanluri ha ricevuto 56,4 mm di pioggia, Guasila 62,2 mm, valori che tuttavia non si discostano di molto dalla media pluriennale per il mese di ottobre. Il dato più elevato è quello di Siurgus Donigala, con 72 mm.

Sarrabus e Gerrei
Il dato più rilevante è quello di Villasalto (82,6 mm) mentre sulle zone costiere è piovuto meno, con il pluviometro di Castiadas che risulta il più secco dell'isola (14,3 mm): è evidente anche in questo caso il ruolo svolto dalle montagne del Sarrabus (Serpeddì e Sette Fratelli) nella distribuzione spaziale delle piogge.

Cagliaritano
Accumuli modesti e sottomedia anche nei pressi del capoluogo, che ha registrato 28,7 mm. Soltanto a Capoterra (64 mm) (in cui 4 anni fa si registrarono oltre 450 mm in poche ore) si raggiunge la media pluviometrica.

La mappa delle precipitazioni rivela una distribuzione mensile poco omogenea nell'isola; è evidente l'estesa ombra pluviometrica sul nord-est dell'isola:

 

Anomalie:
Sull'Alto oristanese e Logudoro è piovuto quasi il doppio rispetto alla media. Evidenti anomalie negative sono rappresentate in giallino e corrispondono alle zone particolarmente sottovento al flusso occidentale.

Mappa delle anomalie: rapporto cumulato/media

 

Note agrometeorologiche

Vite: durante il mese si sono ultimate le operazioni di raccolta dell'uva, in un contesto climatico accettabile, specie nella prima decade. L'estate calda e siccitosa ha determinato un calo della produzione, con qualità che comunque resta elevata.
 
Olivo: sono iniziate le operazioni di raccolta del frutto. Le piogge di ottobre, laddove sono giunte nel momento dell'inolizione, hanno garantito un aumento in massa del frutto, senza intaccarne la qualità. Per ottenere un buon prodotto si sconsiglia la raccolta di olive cadute prematuramente o spontaneamente; si ricorda inoltre che la raccolta va eseguita quando l'invaiatura dei frutti ha superato il 50%.

Colture cerealicole e foraggere: annata da ricordare per il nord Sardegna, in cui i pascoli hanno raggiunto un buon accumulo in biomassa. Procedendo verso sud si riscontrano dei notevoli ritardi perfino nelle fasi di aratura (Sulcis e Trexenta), nonchè la mancata germinazione dei semi delle specie spontanee nelle aree più secche.

2 Novembre 2012 - Dario Secci
L'autore della foto in copertina è Gianluca Melosu.


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